PIATTAFORMA POLIFUNZIONALE DI TRATTAMENTO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI (A.I.A. n. 359 del 19/07/2010)

Dal 2010 con Autorizzazione Integrata Ambientale n. 359 del 19/07/2010 rilasciata dalla Regione Puglia, è attiva una Piattaforma Polifunzionale Ecologica di Trattamento rifiuti speciali non pericolosi, capace di trattare rifiuti liquidi, granulari solidi e fangosi. La piattaforma è composta dalle seguenti linee interconnesse tra di loro:

A. LINEA ACQUE (attività di trattamento D8/D9), con potenzialità pari a 600 Ton/Giorno e 180.000 Ton/Anno: prevede l’ingresso di rifiuti liquidi non pericolosi, dell’acqua di filtrata proveniente dalla Linea Fanghi B e acque meteoriche di prima pioggia e di lavaggio automezzi.

B. LINEA FANGHI (attività di trattamento D9/D13/D14). prevede l’ingresso dei fanghi di produzione esterna e dei fanghi provenienti dalla Linea Acque. Essa ha una capacità di trattamento pari a 250 Ton/gg.

C. LINEA INERTIZZAZIONE (attività di trattamento D9), con potenzialità pari a 576 Ton/ giorno pari a 172.800 Ton/Anno, prevede l’ingresso dei rifiuti speciali non pericolosi solidi e fangosi e dei fanghi provenienti dalla Linea B. Essa ha una capacità di trattamento pari a 576 Ton/gg.

D. STOCCAGGIO (Attività di trattamento D13/D14/D15) pari a 500 Ton/Giorno e 150.000 Ton/Anno, consente lo stoccaggio di rifiuti solidi, liquidi e fangosi che vengono immessi nelle linee Acque – Fanghi – Inertizzazione.

Un efficace trattamento dei rifiuti e un efficiente funzionamento delle linee della piattaforma è assicurato dalla presenta di due laboratori di analisi interni, i quali sono preposti ad un controllo e monitoraggio interno sia dei rifiuti in ingresso e sia del processo di trattamento. Al fine di migliorare il processo di trattamento con le migliori tecniche disponibili, nel corso della propria attività, la DE CRISTOFARO S.R.L. ha dotato l’impianto di nuove tecnologie, le quali sono state regolarmente autorizzate con Determine Dirigenziali di modifica non sostanziale.

PIATTAFORMA DI RECUPERO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI (R13-R5) (art. 208 del d.lgs. 152/06 e smi) (D.D. 2014/1617 del 19/06/2014)

L’impianto di recupero è autorizzato ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/06 e smi con D.D. 2014/1617 del 19/06/2014 per una capacità massima di 330.000 t/a. Le attività svolte nel processo lavorativo riguardano:

• R 13 - Messa in riserva di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni indicate nei punti da R 1 a R 12 di cui all’All. C;
• R 5 – riciclo e recupero di altre sostanze inorganiche.

L’impianto è costituito da n.3 distinte sezioni di trattamento:
• Selezione granulometrica (VAGLIO ROTANTE);
• Riduzione volumetrica (IMPIANTO DI FRANTUMAZIONE);
• Impianto di soil washing (SW).

L’impianto di Soil Washing ha una capacità di trattamento di 30-100 ton/h variabile in funzione del materiale trattato.

L’impianto SW consente di:

• 'Derogare' ai limiti di concentrazione (non osservanza dei limiti imposti dal test di cessione dell’ALLEGATO 3 dello stesso decreto) in ingresso così come previsto dal DM Ambiente 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii.. Tali parametri verranno comunque verificati in uscita.

• Migliorare la qualità ed incrementare notevolmente la quantità di rifiuto recuperato (MPS) coerentemente a quanto dettato dall’art. 179 del D.Lgs 152/2006, da impiegare quali prodotti, ad esempio, stabilizzati per rilevati stradali, sabbie e pietrischi in varie granulometrie per il confezionamento dei conglomerati cementizi e bituminosi, oltre alla possibilità di confezionare ghiaie con fusi granulometrici idonei per la realizzazione di opere di drenaggio delle acque meteoriche, garantendo quanto previsto dall’art. 184 ter del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.

L’impianto di SW consiste in una evoluzione delle tradizionali tecniche 'a secco' di separazione ed adeguamento volumetrico, ed è articolato in una serie di stadi installati su container trasportabili (detti “skid”). In particolare l’impianto basa la propria peculiarità sui seguenti step mutuati in parte dal settore estrattivo:

• Azione di disgregazione e separazione mediante cicloni e celle di attrizione: l'introduzione di tali tecniche consente una maggiore efficienza nella separazione delle diverse frazioni di cui si compone il rifiuto in ingresso che è composto da un mix di materiali inerti di diversa granulometria mediante l’azione meccanica;

• Utilizzo dell’acqua in circuito semichiuso: tale tecnica consente di eliminare le componenti inquinanti mediante l’utilizzo delle capacità lavanti dell’acqua addizionata con alcuni reagenti chimici (chemicals). L’acqua è riciclata all’interno del ciclo produttivo previo trattamento di rigenerazione fino al punto che, oramai completamente degradata, esausta, è smaltita presso idoneo impianto.

L’impianto di SW è composto da una serie di stadi (moduli) interconnessi che possono essere attivati anche singolarmente o parzialmente. Non è necessario, infatti, che gli stessi funzionino contemporaneamente: ciò dipende dalle caratteristiche chimico / fisiche dei rifiuti in ingresso. Per le operazioni di trattamento saranno inoltre additivati anche alcuni 'chemicals' che saranno dosati all’abbisogna negli stadi in base alle caratteristiche chimico/fisiche dei rifiuti ed al grado di avanzamento delle operazioni di trattamento.

L’impianto di recupero può essere utilizzato in due differenti configurazioni impiantistiche:
• CONFIGURAZIONE A - Nel caso in cui il rifiuto non pericoloso in ingresso risulti già recuperabile ai sensi del DM Ambiente 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii. (procedura semplificata), può essere non necessaria un’affinazione dell’attività di recupero mediante l’impiego dell’impianto di SW. In questo caso è sufficiente il rispetto di quanto previsto dagli allegati del DM 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii. Pertanto in tale configurazione possono essere impiegate anche solo le prime due sezioni impiantistiche (una o entrambe):

o Selezione granulometrica (VAGLIO ROTANTE);
o Riduzione volumetrica (IMPIANTO DI FRANTUMAZIONE);
• CONFIGURAZIONE B - Nel caso in cui, invece, il rifiuto non pericoloso in ingresso risulti non recuperabile ai sensi del DM Ambiente 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii., deve essere necessariamente attivato anche l’impianto di SW.

Gli aggregati riciclati in uscita dall’impianto di recupero sono provvisti della marcatura CE secondo le norme EN13242:2002+ A1:2007 (Aggregati per materiali non leganti e legati con leganti idraulici per l’impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade) ed EN 12620:2002+A1:2008 (Aggregati per calcestruzzo destinati alle pavimentazioni stradali e alla produzione di prefabbricati).

In conformità ai requisiti previsti dalle normative in materia di Controllo della produzione di fabbrica, è stato allestito un laboratorio tecnologico per aggregati riciclati per le analisi granulometriche e chimico-fisiche (es. solfati idrosolubili, blu di metilene, zolfo totale, etc) effettuate con periodicità settimanali, mensili o annuali a seconda della tipologia di analisi e di aggregato (grosso o fine).

DISCARICA PER RIFIUTI INERTI (D1)(art. 208 del d.lgs. 152/06 e smi)(D.D. 2014/1617 del 19/06/2014)

La discarica per inerti, sita in C.da Pozzo dell’Orefice in agro del comune di Lucera (FG), è autorizzata ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii. con D.D. 2014/1617 del 19/06/2014. La discarica è inoltre autorizzata con deroga ai limiti previsti per le discariche di inerti ai sensi dell’art. 10 del D.M. 27/09/2010 in seguito alla presentazione di una dettagliata Analisi del Rischio. La discarica si estende per una superficie complessiva di 65.800 mq. ed ha una capacità totale di 730.000 mc. Per quanto riguarda il percolato, a differenza di quanto previsto per le discariche di rifiuti non pericolosi e pericolosi, non è imposto dalla norma ("ove ritenuto necessario dall’autorità competente"), ma vista la richiesta di deroga ai sensi dell’art. 10 del D.M. 27/09/2010, la società ha previsto comunque la realizzazione dell’impianto di raccolta del percolato.

IMPIANTO DI RECUPERO (R10) - RIPRISTINO AMBIENTALE (ai sensi dell’art. 5 del D.M. 05/02/1998 e ss.mm. ii.) (n. 332 del registro Provinciale per l’attività di recupero ambientale)

L’impianto di ripristino ambientale (R10) consente il recupero ambientale di un ex cava di argilla dismessa, sita in località Scorciabove nel Comune di Lucera (Fg), mediante l’impiego di rifiuti recuperabili ai sensi del D.M. 05/02/1998 all’art. 5 e ss.mm.ii.. Alla conclusione dei lavori, il sito sarà interamente recuperato e restituito alla propria originaria vocazione agricola. L’impianto ha una capacità totale di 225.000 mc.

IMPIANTO DI DISCARICA PER NON PERICOLOSI (D1) (A.I.A. n. 8 del 21/07/2011)

La discarica per non pericolosi, sita in località San Giuseppe nell’agro del territorio di Foggia, è stata realizzata in “project financing” ed è gestita commercialmente in esclusiva. L’impianto ha una capacità totale di 235.000 mc.

IMPIANTO MOBILE DI RECUPERO (Determina Dirigenziale n 2555 del 21/07/2009)

Vista la necessità di recuperare gli inerti durante le attività presso i propri cantieri, la società ha acquistato un impianto semovente di frantumazione Marca REV Mod. GCV 100, autorizzato dalla Provincia di Foggia ai sensi dell’Art. 208 Comma 15 per l’esecuzione di campagne mobili di recupero.